
Basilica di Santa Cecilia in Trastevere
La basilica di S.Cecilia, situata nella piazza omonima, sorge sulla casa della martire romana Cecilia e di suo marito Valeriano.
La Legenda Aurea narra che papa Urbano I, che aveva convertito il marito di lei Valeriano ed era stato testimone del martirio, seppellì il corpo di Cecilia tra quelli dei vescovi e consacrò la sua casa trasformandola in una chiesa, così come gli aveva chiesto.
Il Titulus Caeciliae è in effetti attestato già dal V secolo. All'inizio del IX secolo papa Pasquale I, grande recuperatore di reliquie ed edificatore di chiese (Santa Maria in Domnica, Santa Prassede), ebbe in sogno la visione di Cecilia che gli rivelava la propria sepoltura: fece quindi erigere la chiesa in forma basilicale sul luogo della precedente e vi traslò il corpo.
Durante i lavori di ristrutturazione effettuati nel 1599 dal cardinale Sfondrati (nipote di Papa Gregorio XIV, e il cui monumento funebre è quello che si vede nel portico, a destra) fu aperto il sepolcro di marmo e nella ulteriore cassa di cipresso che esso racchiudeva si ritrovò il corpo integro, vestito di bianco e con il segno delle ferite sul collo. L'evento fu considerato miracoloso e anche papa Clemente VIII venne a constatarlo. Stefano Maderno fu incaricato di riprodurre la figura così come era stata ritrovata. L'eccezionale opera in marmo pario, ancor oggi esposta sotto l'altar maggiore, ne è il risultato.
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Santa Cecilia
Santa Cecilia è una santa romana del II-III secolo.
Fu una giovane romana, martire al tempo di Urbano I (222-230), il cui culto risale al V secolo. Secondo la tradizione fu una nobile fanciulla cristiana che la sera delle nozze rivelò a suo marito di essersi convertita al Cristianesimo, facendo voto di castità ed inducendo anche lui alla conversione.
Venne uccisa con la decapitazione dopo suo marito Valeriano, il fratello del marito Tiburzio e Massimo.

Il Complesso
Annessi alla basilica sono presenti il monastero delle monache francescane e quello delle monache benedettine.
All'interno di quest'ultimo è presente un chiostro romanico (al quale si accede dalla navata sinistra della basilica e attraverso il quale è possibile salire al coro delle Monache, che corrisponde al sottostante vestibolo interno) dove nell'anno 1900 è stato riscoperto il Giudizio universale di Pietro Cavallini, massimo capolavoro della pittura medievale romana, eseguito intorno al 1293, e che si situa nel momento di passaggio tra la grande tradizione bizantina e la nascita della pittura "moderna" ad opera di Giotto.
